Francesco Scarabicchi

“Oltre un decennio di un contributo di sguardi – per ‘nostro lunedì’ – segnato dalla misura sensibile che ferma, nel tempo, l’istante che non si ripetera’.  Stile e memoria nella limpida e lirica vocazione alla bellezza.”


Presentazione di Claudio Desideri

locandinaweb1All’Atelier dell’Arco Amoroso di Ancona una mostra delle foto di Sauro Marini che nostro lunedì ha pubblicato nel corso di oltre un decennio.
Se si pensa a un’immagine periodica viene subito alla mente quella della pellicola cinematografica che si ripete istante dopo istante per costruire un gesto o una frase completi.
Ma immagine periodica non è in questo contesto quella di celluloide, ma quella fermata nel tempo dal fotografo Sauro Marini per i numeri di nostro lunedì, appunto, il periodico creato da Francesco Scarabicchi e Francesca Di Giorgio.
“Oltre un decennio di un contributo di sguardi segnato dalla misura sensibile che ferma nel tempo, l’istante che non si ripeterà. Stile e memoria nella limpida e lirica vocazione alla bellezza.”
Queste parole di Francesco Scarabicchi più di altre sono capaci di riassumere la preziosa collaborazione artistica che il fotografo, Sauro Marini, ha offerto a una delle riviste più note delle Marche e d’Italia che proprio con le sue foto ha concretato visivamente le parole di sette numeri editoriali.
Più che di collaborazione, si può parlare di reciproca fecondazione d’idee che hanno portato Sauro Marini e Francesca Di Giorgio a confrontarsi sui temi e sulle immagini con l’unico scopo di offrire al pubblico la bellezza. Topici costitutivi della memoria culturale condivisa. Perché di bellezza si parla quando si sfoglia la rivista nata nel febbraio 2002, ideata e diretta artisticamente da Francesco Scarabicchi, dove nulla, mai, è lasciato al caso e dove anche una semplice virgola è parte di un arazzo completo, complesso e sempre affascinante. E le foto che Sauro Marini ha proposto a questo periodico rappresentano la ricerca di un particolare che più di altri si attaglia alloo scritto, fermando attimi di luce che animano pagine interne e copertine, sentimento ed emozione.
Foto in cui la forza dell’immagine non vince sempre quella dell’immaginazione.
Questo accade soprattutto nei particolari che l’artista ferma in bianco e nero cercando intenzionalmente di evidenziare qualcosa che non esiste nella realtà.
Un gioco voluto che cerca, nelle differenze, interpretazioni alternative alla tangibilità, offrendo percorsi che non sono ancora compiuti.
Ventitré le foto che saranno esposte in mostra all’Atelier dell’Arco Amoroso del Palazzo prefettizio, in Piazza del Plebiscito, ad Ancona.
Foto non costruite, foto ricercate e raffinate come la “chiocciola” della Chiesa del Gesù o in particolare di San Ciriaco, il porto, il monumento ai Caduti, il porto turistico, il Museo Archeologico e il Museo Omero: questi alcuni dei temi di ricerca del fotografo accanto ai quali saranno esposti i numeri delle riviste che li hanno ospitati per realizzare quella antica suggestione onirica che unisce il sogno alla realtà.
Come scrisse Montale in un dagherrotipo di un suo avo: ”resta / che qualcosa è accaduto, forse un niente / che è tutto.”


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Lucilla Niccolini sul Corriere Adriatico del 25 novembre 2013

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