Categoria: MieVisioni

Portogallo – 2009

“Vecchiaia”: tutto diventa lontano, anche la stanza accanto (Carlo Gragnani)
Agosto 2009, Oporto (Portogallo); in una piazza gremita di folla in movimento e fittamente vociante l’occhio viene attirato da due vecchietti sulle scale della chiesa; sicuramente fratelli, data la somiglianza, vestiti di scuro, anche se uno dei due ai piedi porta delle simil-pantofole; i due arrancano sulle scale per un appuntamento con la preghiera, attirando lo sguardo e la tenerezza di tanti che fino a pochi istanti prima alimentavano il chiacchiericcio della piazza.
Si noti l’omino di destra che mostra una enorme somiglianza con l’attore Capannelle (Carlo Pisacane) famoso, tra l’altro, per I soliti ignoti e L’armata Brancaleone.


 

Red skeleton in the night

Uno scheletro rosso nella notte, segno di tempi difficili, nei quali si demolisce più che costruire, si abbandona più che curare, si lascia in mano al degrado più che far rivivere.
Segni di tempi in cui le borse erano piene, e magari le teste un po’ meno…
E ora là, in attesa di un compratore che non c’è, sognando il solito Farinetti, venditore di cibi, amico dei potenti… sognando un miracolo che impedisca l’ulteriore degrado di un centro sempre più anestetizzato dalla mancanza di idee, sognando una rinascita difficile a venire…


 

Lieve brezza all’Arco

Per un fotoamatore vedere una grossa pozzanghera per strada ed iniziare a girarci intorno sono un tutt’uno.
Il fascino che una pozzanghera emana nei confronti dei fotografi è inesauribile.
Ed è inevitabile, quando ti capita una bella pozzanghera tra i piedi, cercare una angolazione che riveli un riflesso non scontato, di quelli che magari spesso si vedono sul web.
Quel giorno è capitato anche a me, mi è sembrato che le piccole rugosità sulla superficie dell’acqua rendessero intrigante quell’immagine riflessa, la ruota della bici solo in parte nitida, e la porzione dell’Arco di Traiano resa invece meno reale dalle rughe liquide.
Non lo so se tutto questo rientri nell’alveo della banalità o del dejà vu; io ho una idea, ma la tengo per me…

Calatrava FS Station AV, RE

Calatrava FS Station AV, RE

Un passaggio veloce in A1.
Come resistere al fascino di questa magnifica “fisarmonica” di Santiago Calatrava, architetto progettista della stazione FS Alta velocità di Reggio Emilia.
Uno stop veloce, imbraccio l’apparecchio, prendo la mira e … zac!
Uno scatto del mio LG-P700, eh si, certo, del telefonino… che pensavi che era una foto presa con una macchina fotografica?
Niente di che, semplice telefonino, ma non sono ancora riuscito a fotografarla in modo serio.
Accontentatiamoci!!!


 

Il mio primo cent – Mareggiata a Portonovo

Il mio primo cent – Mareggiata a Portonovo

Avete presente Paperone e il suo “primo cent” bello incorniciato nel deposito aurifero
Ebbene questo è il mio primo cent fotografico, non in senso economico-monetario, ma in senso fotografico-affettivo.
Era la fine degli anni 70, la mia prima reflex (Fuji ST 701) mai dimenticata mi dava grandi soddisfazioni, abituato come ero a macchinine sul genere della prima Koroll Bencini.
Un giorno di burrasca portonovese, deciso ad inumidire un po’ la macchina fotografica, affronto le curve di Portonovo, arrivo al molo e mi trovo davanti l’inarrivabile spettacolo della natura.
Ne esce una immagine a colori, tecnicamente imperfetta. La foto resta nel cassetto per lunghi anni, fino a che, con l’avvento del digitale e della postproduzione pixellata, esce casualmente da un cassetto, chiedendo a gran voce di essere cucinata per affrontare il mondo della fotografia “moderna”.
Una conversione colore/bn, un aggiustamento di contrasti, livelli, luci/ombre, et voilà, “les jeux sont faits”.
Non ci ho naturalmente guadagnato un soldo con questa fotografia, ma è e resterà sempre “il mio primo cent”.