“Gente al varo” (giu 2019)

Con alcuni amici negli anni 2011/2012 avevamo seguito, presso il cantiere navale ISA di Ancona, la storia della costruzione di un lussuoso yacht, il “Belle Anna”, su richiesta di facoltosi committenti dell’est Europa.
Dal trasporto, in notturna, dello scafo nudo appena uscito dal capannone “metallurgico” fino al capannone per il montaggio delle infrastrutture e degli arredi, per finire con il varo nel maggio 2012 .
Il giorno del varo, grande animazione nell’attesa dell’arrivo dei committenti, i cantieri ISA immersi in una atmosfera di festa, con una parte degli operai ancora intenti a dare le ultime sistemazioni, e tanta gente, invitati, autorità, molti politici…
Poi un improvviso fermento anima lo spiazzo, gli sguardi si volgono tutti in direzione dell’ingresso del cantiere, dove si materializza lui, il magnate russo proprietario del meraviglioso yacht da 50 metri, che arriva circondato da un folto gruppo di parenti e amici, tra i quali la giovane e “bella Anna” (da cui il nome dello yacht), madrina della nave.
Il resto diventa semplice cronaca, il classico boccione di champagne da infrangere sullo scafo, in questo caso sostituito da un boccione di Piersanti, a kilometri zero!
Poi arriva il clou della cerimonia: la giovanissima madrina in trepidazione con la bottiglia in mano, un bel lancio anche con l’assistenza del public relations man dei Cantieri ISA, l’infrangersi sulla fiancata del vascello, e da ultimo qualche goccia sotto lo scafo.
Qualcuno si chiederà: ma il varo dove sta?
Con espressione abusata si può dire: non ci sono più i bei vari di una volta, quando le navi scivolavano lente dallo scalo lasciandosi languidamente abbracciare dal mare; in questi casi gli scafi, imbragati e sostenuti da grosse gru, vengono calati nello specchio d’acqua sottostante, con una operazione che dura svariate decine di minuti, che ci priva di quel pathos che costituiva il clou dell’evento, e dovendoci accontentare di un semplice sgocciolamento di spumante!