Categoria: Ancona

La particolare bellezza – Mostra

Sarà inaugurata venerdi 22 marzo 2019 alle ore 17.30, presso il Museo Diocesano di Ancona, la mostra fotografica “La particolare bellezza. Il processo creativo del dettaglio in architettura“.
La mostra è allestita nelle sale del Museo, accanto ai reperti e agli oggetti esposti, in un abbinamento storico – artistico che intende unire il fermo fotografico al tempo in cui è stata progettata ed edificata la chiesa.
L’esposizione rappresenterà anche l’occasione per porre l’accento sulla ricca collezione di reperti e oggetti esposti nel Museo che rappresentano, insieme alle chiese anconetane in mostra, un tassello importante della storia e della cultura anconetana.
La mostra, nata da un progetto di Claudio Desideri, è stata curata da Diego Masala e Paola Pacchiarotti ed è stata organizzata in collaborazione con il Circolo fotografico AVIS M.Giacomelli BFI di Osimo,con il patrocinio e il contributo del Consiglio regionale delle Marche, il patrocinio del Comune e della Provincia di Ancona, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Hanno sostenuto l’iniziativa TreValli CooperlatAssiadriatica, Agrinsieme, Confidicoop Marche e la BCC Banca di Filottrano.

APERTURA dal 22 marzo al 22 ottobre, aperto sabato e domenica con orario 10,00/12,30 e 16,00/19,00. Saranno possibili visite guidate per gruppi anche nei giorni feriali previa prenotazione.

INFO e PRENOTAZIONI tel 3208773610  //  museo.ancona@diocesi.ancona.it  //  www.museodiocesanoancona.it  //  info@sauromarini.it


 

Sinfonia… per un sogno

I traghetti provenienti dalla Grecia o dalla costa croata che attraccano alle banchine del porto di Ancona attirano sempre molti curiosi, spesso pensionati, che si affacciano al parapetto ad osservare le operazioni di imbarco e di sbarco di TIR e auto. Verosimilmente anche questo della foto è un pensionato che passa un po’ di tempo curiosando. Ma l’associazione del nome della nave e la posa dell’uomo mi hanno fatto immaginare che lui stesse sognando di imbarcarsi per un viaggio per chissà quali orizzonti, magari molto più vasti di quelli dell’Adriatico. Chissà che non ci abbia preso…


 

Red skeleton in the night

Uno scheletro rosso nella notte, segno di tempi difficili, nei quali si demolisce più che costruire, si abbandona più che curare, si lascia in mano al degrado più che far rivivere.
Segni di tempi in cui le borse erano piene, e magari le teste un po’ meno…
E ora là, in attesa di un compratore che non c’è, sognando il solito Farinetti, venditore di cibi, amico dei potenti… sognando un miracolo che impedisca l’ulteriore degrado di un centro sempre più anestetizzato dalla mancanza di idee, sognando una rinascita difficile a venire…


 

Lieve brezza all’Arco

Per un fotoamatore vedere una grossa pozzanghera per strada ed iniziare a girarci intorno sono un tutt’uno.
Il fascino che una pozzanghera emana nei confronti dei fotografi è inesauribile.
Ed è inevitabile, quando ti capita una bella pozzanghera tra i piedi, cercare una angolazione che riveli un riflesso non scontato, di quelli che magari spesso si vedono sul web.
Quel giorno è capitato anche a me, mi è sembrato che le piccole rugosità sulla superficie dell’acqua rendessero intrigante quell’immagine riflessa, la ruota della bici solo in parte nitida, e la porzione dell’Arco di Traiano resa invece meno reale dalle rughe liquide.
Non lo so se tutto questo rientri nell’alveo della banalità o del dejà vu; io ho una idea, ma la tengo per me…

Il mio primo cent – Mareggiata a Portonovo

Il mio primo cent – Mareggiata a Portonovo

Avete presente Paperone e il suo “primo cent” bello incorniciato nel deposito aurifero
Ebbene questo è il mio primo cent fotografico, non in senso economico-monetario, ma in senso fotografico-affettivo.
Era la fine degli anni 70, la mia prima reflex (Fuji ST 701) mai dimenticata mi dava grandi soddisfazioni, abituato come ero a macchinine sul genere della prima Koroll Bencini.
Un giorno di burrasca portonovese, deciso ad inumidire un po’ la macchina fotografica, affronto le curve di Portonovo, arrivo al molo e mi trovo davanti l’inarrivabile spettacolo della natura.
Ne esce una immagine a colori, tecnicamente imperfetta. La foto resta nel cassetto per lunghi anni, fino a che, con l’avvento del digitale e della postproduzione pixellata, esce casualmente da un cassetto, chiedendo a gran voce di essere cucinata per affrontare il mondo della fotografia “moderna”.
Una conversione colore/bn, un aggiustamento di contrasti, livelli, luci/ombre, et voilà, “les jeux sont faits”.
Non ci ho naturalmente guadagnato un soldo con questa fotografia, ma è e resterà sempre “il mio primo cent”.